Il primo post vero lo dedico ad un argomento che mi ha sempre affascinato un sacco: il gioco nell’antichità. Sono sempre stato un appassionato di storia a dire il vero, alla fine delle superiori, dovendo scegliere un percorso di studi, sono stato molto incerto se iniziare lo studio della storia medievale o della chimica, optando per quest’ultima alla fine, senza rimorsi.

Non basterà senz’altro un post per trattare l’argomento esaustivamente (e al momento non ho l’intezione di farlo anche se sarebbe interessante) ma oggi ha attirato in particolare la mia attenzione un articolo di Livescience e che ci riguarda da vicino trattandosi di una scoperta che vede protagonisti gli antichi romani; sono stati trovati dei pezzi di gioco da tavolo in un antico forte romano ritrovato presso la valle del Reno in Germania, vicino a Francoforte.

Nulla di nuovo se ci pensiamo dato che anche nel Colosseo a Roma furono ritrovate pedine e dadi ricavati da ossa di pollo a dimostrazione che mentre i gladiatori si trucidavano nell’arena, tra il pubblico c’era chi organizzava scommesse e bische (clandestine per lo più dato che la legge romana vietava questi giochi) e il gioco dei dadi era sicuramente diffuso (e proibito).

In particolare però mi ha colpito questa immagine:

Image credit: Thomas Maurer

Image credit: Thomas Maurer

Non la trovate dannatamente moderna? Guardate quel dado di osso. E’ chiaro che il design dei nostri amici a sei facce non ha praticamente subito mutazioni almeno da 2000 anni!
E quella pedina ha un design da fare invidia ai migliori game-designer di oggi. Semplice eppure così perfetta!

I ritrovamenti di scritti e reperti che fanno riferimento al gioco dell’Alea, della Tabula e tutti i progenitori del Backgammon dimostrano quanto il gioco abbia permeato la vita degli antichi tanto che pare, dagli scritti di Svetonio, che molti Imperatori tra i quali Claudio e Augusto fossero appassionati giocatori di Alea nei loro momenti di relax. A Cesare è poi attribuita (sempre da Svetonio) la famosa frase “Alea jacta est, il dado è tratto”; quale dimostrazione migliore di come il gioco fosse passione comune in età imperiale?

Sicuramente la mia conoscenza ludica è limitata ed esisterà probabilmente già qualcosa di simile ma questo design e questo contesto storico potrebbe essere di ispirazione per un gioco a tema. Io sarei sicuramente tra i primi acquirenti di un prodotto del genere.

Game designer all’ascolto, datevi da fare!